ansia paura di essere circondati da minacce che non esistono

ansia paura di essere circondati da minacce che non esistono

 

ansia paura di essere circondati da minacce che non esistono

A lungo andare, l’ansia rischia di alterare la nostra percezione del mondo, che sembra sempre più minaccioso di come sia in realtà…

 

Chi soffre di disturbi d’ansia spesso percepisce il mondo in modo “diverso” da come è realmente. In particolare, fa fatica a distinguere tra stimoli sicuri e stimoli pericolosi.

Da un punto di vista fisiologico, la causa di questo comportamento sarebbe una “ristrutturazione”. Riguardo i neuroni responsabili della capacità d’individuazione delle potenziali minacce.

I disturbi d’ansia, a lungo andare sarebbero in grado  di alterare la percezione del mondo a livello sensoriale. Chi ne soffre fa fatica a distinguere gli stimoli associati ad un “evento neutro” da quelli che rappresenterebbero una vera minaccia

IMPARA AD ACCETTARE L ANSIA COME UN OSPITE

Nei pazienti affetti da disturbi d’ansia si verificherebbe una vera e propria modificazione plastica dei circuiti cerebrali. Infatti risultano significativamente più sensibili agli stimoli esterni, ma a scapito della capacità di discriminazione.

Il campanello d’allarme si attiverebbe non solo in presenza di uno stimolo realmente minaccioso, ma anche in caso  di stimoli che lo ricordano solo vagamente. Ma in realtà  minacciosi non sono.

 

Non cercare di controllare l ansia in modo razionale

 

Nei circuiti cerebrali di queste persone, si verificano dei cambiamenti che poi mediano la risposta e intervengono ogniqualvolta si presentino nuovi stimoli. La conseguenza è l impossibilità di discriminare in modo efficace cosa debba attivare un comportamento di “protezione” e cosa no.

Di conseguenza, questi pazienti risponderebbero in modo eccessivo a qualsiasi nuova sollecitazione. E’ importante sottolineare che chi soffre d’ansia non è in grado di  controllare in modo razionale il fenomeno. Proprio perché è legato ad una incapacità percettiva di discriminare gli stimoli.

E’ stato provato che  alcuni soggetti affetti da disturbi d’ansia associando tre suoni distinti a tre eventi positivi, tre ad eventi neutri e tre negativi. Poi hanno presentato ai partecipanti diversi suoni, chiedendo se li avessero già sentiti nella fase precedente.

Le persone con disturbi d’ansia identificavano molto spesso come già sentito un suono in realtà nuovo, proprio per l’incapacità di selezionare stimoli differenti. Esempio un segnale di pericolo e uno no.