kenofobia paura del vuoto degli spazi vuoti come l anima

kenofobia paura del vuoto degli spazi vuoti come l anima

 

Conosciuta anche con il termine di kenofobia, la fobia del vuoto riguarda una paura ingiustificata sia dei luoghi o degli spazi vuoti sia dei vuoti più profondi. Quelli dell’anima.

Nel caso la fobia riguardi i luoghi e gli spazi, la persona arriva ad avere difficoltà nell’autocontrollo e nell’equilibrio provando un gran senso di vertigine. Mentre nel caso della paura del vuoto interiore, dell’anima, c’è il timore di lasciarsi andare di fronte ad una situazione che non si conosce.

 

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C’è l’ansia di non saper padroneggiare l’evento, di esserne in un certo qual modo in balia. Di sentire nascere dentro se stessi una profonda solitudine che ricorda il senso di morte

 

La fobia del vuoto: come si manifesta

Come tutte le altre fobie anche questa può produrre risposte ansiose. Una delle più gravi è l’attacco di panico. Possono verificarsi anche veri e propri disturbi fisici come le malattie psicosomatiche, crampi allo stomaco, respiro affannoso, tachicardia ecc.

I sintomi si verificano nel momento in cui la persona si espone alla situazione ansiogena. Un grande spazio vuoto per esempio. È impensabile chiedere a chi soffre di questo tipo di fobia di esporsi per pochi secondi da un balcone o di rimanere sospesi nel vuoto.

La loro reazione sarebbe quella di bloccarsi, avere vertigini, sudare, aumenterebbe il battito cardiaco e porterebbe ad attuare una vera e propria fuga.

 

La fobia del vuoto: il legame con la fobia del volo

La fobia del vuoto spesso si trova associata a quella del volo, anche nota con il termine acrofobia. Il perché è facilmente intuibile: volare significa essere sospesi nel vuoto e guardando dal finestrino la persona riesce a vedere solo il vuoto e di conseguenza a provare una paura disarmante.

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La fobia del vuoto: come curarla

Quanto alla cura, bisognerebbe intervenire sulle cause che hanno generato la fobia del vuoto. Si può ricorrere sia ai farmaci (antidepressivi e ansiolitici) che alla psicoterapia.

La scelta dipende dalla persona, dalla sua voglia di mettersi in discussione e voler indagare nel profondo i perché di queste paure.  Dove si sono generate, cosa le ha scatenate?

Questo è possibile soltanto con l’aiuto dello psicoterapeuta. Se, invece, c’è solo l’esigenza di alleviare i sintomi si può scegliere l’uso dei farmaci

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